giovedì, 30 novembre 2006
, ore 16:10
Ho scoperto tramite questo blog un interessantissimo giochino/test per scoprire le nostre inclinazioni elettorali e la nostra posizione all'interno della galassia parlamentare. Sì, galassia, visto che il nostro Parlamento è dotato anche di comete, asteroidi e soprattutto di enormi quanto misteriosi buchi neri che risucchiano energia e una cospicua quantità di denaro.
Il giochino/test lo trovate esattamente su questo sito.
La vostra cara Divara si è posizionata QUI.
Praticamente mi sono seduta sulla faccia di Diliberto, spalmando la schiena su Giordano e appoggiando i miei proletari piedini stanchi su Pecoraro Scanio. Visto e considerato che a volte soffocare Diliberto non mi dispiacerebbe affatto e che stare distesa e rilassata è la posizione a me più congeniale, direi che politicamente sto comodissima. Poi magari loro un po' meno...
martedì, 28 novembre 2006
, ore 21:42
Stasera ho compiuto il rito dell'aperitivo. Decisamente una botta di vita, considerata la mia condotta monacale attuale. Aperitivo tra l'altro scroccato con nemmeno tanta maestria. Ma giurin giurello mi rifarò. Ma torniamo al punto. Ho trascorso una piacevolissima mezz'ora con un giovine ragazzo in carriera. Studia, lavora, fa mille cose. Conosce mezza città e l'altra mezza penso lo saluti senza sapere chi sia. Creativo, intelligente, propositivo. Un tipo pieno di vita e di voglia di fare, stressato dalla miriade di progetti che ha in ballo, quelli in corso, quelli da realizzare. Tutti super interessanti tra l'altro.
Insomma, un alieno.
Ho fatto l'aperitivo con un elemento della nuova classe dirigente a quanto pare.
E sono un po' sconcertata ora, non per lui ovviamente, ma per me.
Alla domanda "ma tu che fai?" ho potuto solo ingollare rapidamente l'ultima oliva sul piattino...
martedì, 28 novembre 2006
, ore 19:13
COSA cosa cosa cacchio scrivo nella mia stramaledetta tesi di laurea???
Sono graditi suggerimenti, indicazioni bibliografiche, tesi già svolte da chicchessia...insomma va bene tutto purchè a marzo io possa mettere fine a questo strazio.
Devo aver commesso qualche grosso crimine contro la cultura nella mia vita precedente per meritarmi tutto questo vuoto intellettuale...
lunedì, 27 novembre 2006
, ore 15:47
Continua la mia pseudo attività lavorativa in maglietta azzurrino ospedale. E’ uno sporco lavoro, ma qualcuno dovrà pur farlo. E se questo qualcuno un giorno sarà uno di voi, vi lascio il profilo di un altro pericoloso esemplare che si aggira infido per i grandi magazzini della tecnologia. All'erta signori, questo è uno dei più bastardi.
L’intenditore.
Maschio. Caucasico. Tra i 35 e i 55 anni.
Adoratore ossessivo compulsivo di qualsiasi cosa possegga almeno 1 grammo di silicio al suo interno. L’intenditore passa il suo tempo libero (almeno secondo le ultime rilevazione statistiche) scartabellando riviste di tecnologia e siti specializzati, preferibilmente in lingua giapponese. Arriva in negozio con fare baldanzoso e sicuro. Svolazza da un reparto all’altro come una giovine ballerina del Bolshoi, dribbla con astuzia i nugoli di uomini da pascolo in libera uscita domenicale e arriva dritto al suo obiettivo. Di solito si muove da solo, mai in branco, a volte è accompagnato da un amico, uno e uno solo, la cui unica funzione è quella di ascoltarlo in completa e totale adorazione.
Come suggerisce il suo nome l'intenditore sa già TUTTO. Conosce ogni più piccolo dettaglio dell’ultimo ritrovato tecnologico, ogni minima e inutile caratteristica dell’ennesimo gioiellino vomitato dal mercato.
Egli sa. Ma CHIEDE, chiede sempre, formulando domande di questo tipo:
- ma la CWS°JGK# ha la nuova tecnologia SHJ§§?
- …
- e il modello GH856p3#6 in cosa si differenzia dal GH856p3#7?
- … (imbarazzato silenzio della promoter)
Il cliente perfetto direte voi. Competente, intelligente, sicuro nella scelta. Nooo, troppo facile signori miei. L’esemplare in questione non compra mai, sarebbe così banale… Non si va mica in un negozio per comprare eh? La sua missione nel mondo è ben altra: cioè vantarsi della propria smisurata cultura tecnologica e, last but not least, scartavetrare i maroni al suo prossimo.
Prossimo che in questo caso sarei io. E visto e considerato che non ci capisco un emerito piffero di tecnologia, non subisco il misterioso fascino di questa tipologia umana: l’intenditore si ritrova allora interdetto e direi anche lievemente incazzato davanti alla mia assoluta assenza di adorazione nei suoi confronti. Non potendo quindi pavoneggiarsi quanto vorrebbe passa il suo tempo cercando di umiliare la Povera Promoter subissandola ancora di domande allucinanti con un coefficiente di difficoltà vertiginoso, finchè la P.P. (povera promoter) chiama disperatamente in aiuto il suo onnisciente caporeparto alzando tristemente bandiera bianca e chinando il capino oramai definitivamente arresa.
Cronache di ordinarie sconfitte.
Firmato: Divara Promoter Proletaria.
lunedì, 27 novembre 2006
, ore 01:31
...io personalmente non mi oppongo.
E' la terza e sottolineo terza volta che tento di pubblicare quello che doveva essere il mio odierno post, ma sono riuscita a perderlo nei meandri della rete per ben due e sottolineo due volte. E visto che sono in vena di sottolineare, sottolineo anche che oramai è notte tarda e sto sudando per motivi non meglio precisati e quindi rinuncio. Il post, se ancora me lo ricorderò, lo pubblicherò domani. Tenendo le dita incrociate. Anche se forse così non sarà proprio facile digitare i tasti giusti...
Non potendo allietarvi con le mie solite idiozie pubblicizzo le mie azioni culturalmente rilevanti:
Leggo: Neuromante
Ascolto: Baustelle, Tutta la discografia in blocco
Vedo: Donnie Darko (ma senza capirci assolutamente niente)
sabato, 25 novembre 2006
, ore 22:51
Lavorare a tempo perso come promoter (indossando una magliettina idiota e di un colore azzurino ospedale) in una grande catena di tecnologia mi mette in contatto con una fetta di umanità veramente sconcertante: in particolare l'uomo da pascolo del centro commerciale. Sì, egli pascola. Pascola tra videocamere e cellulari, frigoriferi e macchine fotografiche, cercando esclusivamente il modello più costoso da esibire nella prossima vacanza a Sharm (altro luogo prediletto dall'uomo da pascolo, dove egli può sfogare, tra l'altro, tutta la sua voglia di esotismo nei balli di gruppo e provandoci spudoratamente con l'animatrice di turno).
L'uomo da pascolo si distingue per tali caratteristiche:
- moglie e figli al seguito che sono evidentemente disinteressati all'ultimo ritrovato della tecnologia moderna,
- viso lampadato anche a dicembre,
- cravatta con il nodo LARGO se ricco o finto ricco,
- maglietta fashion ma evidentemente sintetica se povero, ma tenta di fare il ricco,
-cellulare di ultima generazione alla CINTURA o peggio ancora tenuto costantemente nelle mani come se fosse di questa un prolungamento.
Il 24 dicembre uno di questi esemplari subirà la mia ira funesta. Perchè so già che ad un quarto d'ora dalla chiusura del negozio uno di loro pascolando nel mio reparto vorrà essere redo edotto di tutte le caratteristiche del nuovo giocattolino vomitato dal mercato. Ma ovviamente non lo comprerà. Eh no, troppa grazia per la sottoscritta.
L'uomo da pascolo ovviamente aspetterà la supermegaallucinanteeccezziunale offerta...
Ah. E se qualcuno sfuggisse alla mia scenata isterica della vigilia di Natale, potrà sempre contare su quella del 31 dicembre...
giovedì, 23 novembre 2006
, ore 22:25
Da brava donnina single guardavo assiduamente (comprese repliche e contro repliche) il serial Sex and the City, per stare al passo coi tempi moderni. Cercavo di carpire da quell'appuntamento televisivo tecniche infallibili per rimorchiare esemplari appartenenti al genere maschile, preferibilmente esemplari eterosessuali. Io non ho una relazione stabile da più di 4 anni e queste quattro simpatiche fanciulle passano da un letto all'altro. Ci deve essere un motivo, mi dicevo. Quindi ogni sera mi sintonizzavo con carta e penna smaniosa di imparare le regole dell'abbordaggio. E poi ho deciso di buttarmi. Se lo fanno loro, posso farlo anche io.
Memore dei mille e più momenti improbabili in cui il quartetto di amiche ha abbordato un bel masculo, decido bel bella di sfruttare quelle poche, pochissime occasioni, che la mia vita mi offre per poter entrare in contatto con il mio prossimo; scelgo dunque quella più mondana: la spesa alla Coop.
Faccio tutta la mia spesuccia e mi avvio alla cassa.
Dietro di me un discreto esemplare di maschio italico. SOLO. Senza moglie/fidanzata/amante al fianco. Senza pannolini, nè pappine, nè tantomeno giocattoli nel carrello. La preda perfetta.
Ok, penso, non sarò magra come Carrie, non avrò il visino perfetto di Charlotte, non avrò l'evidente carica sessuale di Samantha, nè il fascino di Miranda...(e voi vi chiederete perchè mai pretendo di avere un uomo allora...tutt'al più mi dovrei accontentare di un buon samaritano), ma in fondo sono una donna anche io, no? Le quattro signorine non sono più neanche tanto giovani, in fondo io ancora sono nel fiore dell'età...(leggasi l'ultima frase come uno squallido tentativo di tirarsi su l'autostima con un argano arrampicandosi allo stesso tempo su di un enorme specchio).
Ok ok dai su dì qualcosa di spiritoso, attira la sua attenzione, magari ti ha già notata, magari ha visto quello che hai messo sul nastro della cassa, magari...
Ecco, appunto. Quello che ho messo sul nastro. Nell' ordine:
- Dvd e cd VERGINI (assolutamente anonimi e sessualmente non invitanti come propone il nome)
- Il libro della Pulsatilla (che, per carità, io ho adorato, ma che si intitola come un manuale per giovani stitiche, capirete anche voi che ha un potere persuasivo ben inferiorere rispetto ad una copia del Kamasutra illustrato)
- Una quarantina di chili in assorbenti a marchio coop, (esterni ovviamente; il tampax mini fa' più figo ma il caso vuole che io avessi bisogno quel maledettissimo giorno di assorbenti della nonna versione lenzuolo matrimoniale...).
Sguardo all'esemplare maschio dietro di me.
Sguardo alla mia spesa.
Sguardo ancora all'esemplare maschio.
Non c'era bisogno di parole tra noi...
-Signorina, Carta o Bancomat?
-Bancomat, grazie. Arrivederci.
Per fortuna esistono le cassiere.
E poi dicono che la televisione non fa male...
giovedì, 23 novembre 2006
, ore 15:00
Ormai è fatta, l'ho conquistato. E' solo mio, vive solo per la mia persona, per ascoltare il suono della mia voce, per adorarmi da lontano. Che culo, eh?
E' lui. E' tornato il caro vecchio Anonimo Utente Maniaco.
Questa volta ha scelto un orario più consono alla mia vita da nullafacente e mi ha colto in un raro momento di concentrazione da studio, facendomi peraltro perdere, ad occhio e croce, 5 anni di vita per lo spavento (sì, io mi spavento quando suona o vibra il mio cellulare, e allora?). E questa volta ha scelto un approccio infallibile.
Divara: Pronto?
Anonimo Utente Maniaco: AMOOREEE!!!
Divara: Pronto???
Anonimo Utente Maniaco: AMOOOREEE????
Divara: ----
Trancio della conversazione da parte della sottoscritta.
Devo ammettere che ha senso dell'umorismo, lo stronzo...
mercoledì, 22 novembre 2006
, ore 23:46
Notte bella, riduci la mia pena.
Tormentami se vuoi, ma fammi forte.
Sandro Penna
mercoledì, 22 novembre 2006
, ore 15:17
Avevo parecchi dubbi sull'aprire o meno il blog. Non pensavo di avere cose particolarmente interessanti da comunicare al mio prossimo. Poi ho deciso di fregarmene ed eccomi qua. Ora scrivo (poco) e leggo (tanto) i blog che girano su Splinder. E forse ho capito che tutte le paranoie che mi ero fatta in precedenza erano veramente inutili. C'è di tutto su questa piattaforma. Ci sono i blog di 13enni incazzati col pianeta che vomitano K come se fossero direttamente proporzionali alla loro rabbia, 15enni che vivono in un tripudio di cuori e illusioni giovanili, 30enni in crisi, ci sono i blog pro-ana, i blog sul sadomaso, gente che cerca di scopare il più possibile, gente che evidentemente scopa molto poco. Poi ci sono quelli che hanno veramente qualcosa da dire e sanno come dirlo (vedi tutti i siti a cui rimando tramite link). E ok. Viva la libertà di espressione.
Ma, dopo una visita su un certo blog (di cui non do il link perchè non vale la pena), vorrei fare solo una piccola, ma seria, nota a margine : l'apologia di fascismo è reato. Non se lo ricorda mai nessuno?