martedì, 27 febbraio 2007
, ore 22:15
...senza che io debba, dopo 12 ore in giro per tutte le biblioteche di Bologna, assistere ai tristi teatrini umani.
Devo solo scegliere quale sia il peggiore:
- Antonella e le sue performance (eh sì perchè adesso ho avuto l'onore di ricevere una educativa chiamata dalla sopracitata signorina di belle speranze e lunghi orgasmi. Simulati però. Perchè con tutto quello che le ho augurato sicuramente diventerà frigida a vita.)
- Pierferdi e le sue performance (con quella sua terrificante spocchia minimizza e critica ogni intervento del governo, dimenticando di aver votato, chino al potere, per 5 anni leggi assolutamente inutili per tutto il paese.)
- Il copywriter della pubblicità di dr. House e le sue performance (è sbalorditivo quanto in basso possa finire un creativo a corto di idee e con il diploma preso alla scuola Radio Elettra...)
Io sarò anche nervosetta in questo periodo, sono sotto tesi, non c'ho l'uomo, non so cosa farò nel mio futuro, ma io penso che qui qualcuno dall'alto stia cercando di mettermi i bastoni tra le ruote...
...e poi si dice pérformance o performànce?
Ecco lo sapevo, neanche dormire mi fanno...
Aggiornamento. Alle due ipotesi linguistiche Net ne ha aggiunta una terza: perfòrmance.
Adesso a non dormire saremo in due...
sabato, 24 febbraio 2007
, ore 16:18
Breve resoconto della mia giornata di ieri.
Prendo il treno per andare all'appuntamento con il relatore della tesi; dopo circa 30 minuti di viaggio salgono 5 imbecilli di età compresa tra i 19 e i 23 anni che invadono, vocianti e maleducati, il vagone. Ridono, scherzano, urlano, fumano.
Strano perchè il disegnino "vietato fumare" lo hanno fatto proprio per quei cerebrolesi come loro che non sanno leggere.
Accerchiano una ragazza e le danno il tormento. La poverina scende e allora iniziano a scocciare alla sottoscritta.
- Ma che musica stai ascoltando?
-...i Cure.
- Che?
- I Cure!
- Ma che musica è?
Vabbè lasciamo perdere...
Dopo avermi simpaticamente allietato con altre battute di fine umorismo del tipo "te lo farei io un bel regalo per la laurea", finalmente arriviamo a destinazione e posso liberarmi dalla infausta presenza di quelle piccole bestiole, inutili anche come cavie da laboratorio.
Ma andiamo sulle cose serie: il mio professore non aveva letto le ultime cose che gli avevo inviato e quindi mi rendo improvvisamente conto di aver fatto un viaggio a vuoto, realizzo anche che il rinfresco per il post laurea mi costerà approssimativamente il prezzo di un rene sul mercato nero. E per fortuna io ancora ho tutte le ghiandoline a posto, quindi potrei tirare sul prezzo...
Manca poi la rilegatura (quella vera) della tesi.
75 euro per quella in pelle.
Certo, però, che se fosse in pelle umana e possibilmente quella del mio correlatore, penso che quei soldi ce li spenderei volentieri. Ma, ahimè, rilegare la tesi con l'involucro di un essere umano non viene ritenuta un'azione civile, quindi dovrò optare per qualcosina di più modesto. Che, più o meno, mi costerà un occhio della testa.
A quanto pare questa tesi mi causerà notevoli mutilazioni corporee...
Dopo aver compreso cosa mi aspetterà nei prossimi giorni, torno correndo a prendere il treno. Mi sbrago e mi metto ad ascoltare gli Offlaga Disco Pax in stato estatico (uh carina questa allitterazione). Ma la mia giornata non è finita. Suona il telefono:
- Antonella! mi fai un p####ino per telefono?
- Non sono io hai sbagliato numero. (non fatevi illusioni eh? per chiarimenti si legga qui qui e qui)
Però...sciolto il ragazzo...
Passano altri 10 minuti e il tipo richiama, più guardingo questa volta. Si scusa, direi anche abbastanza mortificato. O meglio, consapevole della immane figura di merda che ha appena fatto. Scuoto la testa sconsolata...Scendo dal treno, devo effettuare un cambio. Aspetto l'arrivo del nuovo treno. E ringrazio Dio di non dover andare a Milano con l'Eurostar che ha 150 minuti di ritardo.
Ma maledico le ferrovie dello stato per solidarietà...
Allora qui in realtà inizierebbe la narrazione di ciò che veramente ha portato all'ideazione di questo chilometrico post. Vedo arrivare un simpatico fanciullo, alto, magro, carino, pizzetto, capello un po' lungo ecc ecc. Senza il minimo senso della decenza lo seguo con lo sguardo, facendomi beccare all'incirca una settantina di volte. E visto che Egli (con la E maiuscola) è bello, ma non stupido alla fine mi avvicina e con il più banale "Ci siamo già visti in giro da qualche parte?" attacchiamo conversazione facendo quell'assurdo, un po' ipocrita, ma sempre delizioso balletto che si chiama rimorchio.
Sono una donna piena di romanticismo, io...
Il mio treno arriva e io me ne vo', ma con il suo numero di cellulare. Il mio cervello ha già iniziato a sognare cose da bollino rosso e quindi gli invio un messaggio, con la scusa "Beh così almeno avrà il mio numero". Sono falsa persino con me stessa, a volte...
Lui non risponde.
Da qui la percezione che la sfiga cammina con me. E che io, come un'idiota, abbia trascritto male il suo numero. Seguono ore di disperazione profonda in cui io mi rendo conto di stare mettendo i bastoni tra le ruote al mio stesso destino e sorge in me la necessità di ammorbare, oltre i miei amici, anche tutto il web.
Ora però devo aggiornare: il numero non era sbagliato. Ha risposto. Dopo 5 ore, ma ha risposto. Adesso Egli potrà rivelarsi il più pericoloso serial killer della storia, ma almeno io mi sento un po' meno presa per il culo dal destino. Son cose...
giovedì, 22 febbraio 2007
, ore 11:10
Lo avevo detto qui che vi sarei venuta a cercare.
Ora, cari senatori Rossi e Turigliatto...
cari senatori che siete stati eletti per rappresentare una coalizione che doveva esprimere la tendenza politica di milioni di persone e non quella del vostro personale cervellino, cari senatori, state attenti.
Perchè io mi apposterò per giorni, mesi, financo ANNI davanti al Senato per avere la possibilità di tirarvi in testa una camionata di uova.
Possibilmente uova di struzzo...
Non sono in grado di dire nient'altro. Tranne che il mio è un paese che non conosce il valore della parola bene comune.
Vabbè basta perchè la sto prendendo troppo sul personale...
mercoledì, 21 febbraio 2007
, ore 00:04
Ho visto a pezzetti il film Mona Lisa Smile (e grazie a Dio non ho avuto modo di ascoltare i commenti retorici sulla Gioconda leonardesca), simpatico filmetto con Julia Roberts. Una sorta di Attimo Fuggente al femminile in cui una brillante professoressa insegna a giovani fanciulle di buona società a pensare con la propria testa e a scegliere ciò che desiderano e non ciò che la società vuole. Insomma, insegna alle sue discepole ad emanciparsi dallo stereotipo che vuole le donne solo mogli e madri. Ci prova, viene ostacolata, non viene compresa, litigate, qualche litro di lacrime, ma poi tutti felici e contenti.
Tutto questo ambientato nel 1954.
Lodevoli intenzioni, direi.
Poi, annoiata, ho preso un giornaletto pubblicitario arrivato per posta a casa mia.
DonnaD.
Questi i titoli in copertina:
- La nostra vita. Jeans forever
- Domenica andiamo a. I parchi tematici per grandi e piccoli
- Scheda cucina. La cucina di fine inverno
Riassumendo...
Lava, stira, cucina e porta i tuoi figli e quell'idiota di tuo marito al parco giochi.
Care signore, benvenute nel 2007...
P.S. Il blog potrebbe deperire un po'. Sapete, sono impegnata a diventare una splendida disoccupata. Son cose che richiedono costanza...
lunedì, 19 febbraio 2007
, ore 00:35
Allora, visto e considerato che sono una blogger solidale e soprattutto visto e considerato che sono provvista di una carta di credito e che i libri in questione sono decisamente economici, ho acquistato i frutti del lavoro di Trentamarlboro, Arkangel, Personalità Confusa e Herzog. Quello di Chinaski mi è stato negato per oscuri motivi, ma aspetto che magari l'autore, mosso a pietà dalla mia mail, mi mandi il manoscritto originale autografato oppure un paio di fotocopie su carta riciclata. Fà lo stesso...
Ora, dopo aver condiviso con voi questo mio ultimo cedimento alle manie di shopping compulsivo - letterario, vado a dormire e a pregare che il tipino della copisteria domani abbia tempo di stamparmi e rilegarmi la tesi, anche solo con lo sputo (non ho grandi esigenze in fondo...), per la beneamata segreteria studenti.
Dopodichè...
...penso mi ubriacherò. Ho un paio di cosette da dimenticare.
Tipo l'essere venuta al mondo e cose così...
P.S. Sì quella è la mia scrivania. Di solito inutilizzata. Potete ammirare in alto a sinistra il buono sconto arrivato con i libri, un evidenziatore inutilizzato dall'83, un maialino in ceramica e un cumulo di fogli che, se non ricordo male, contengono indicazione bibliografiche di vitale importanza per la mia tesi. Scopro solo adesso della loro esistenza, ovviamente.
Se vi concentrate bene potreste avere anche l'onore di vedere la mia regale calligrafia.
Lo so, troppe emozioni da sostenere in una botta sola. Capisco.
venerdì, 16 febbraio 2007
, ore 14:43
Avete presente quella scena del film Aprile di Nanni Moretti dove Nanni supplicava disperato D'Alema di dire qualcosa di sinistra? Di dire semplicemente qualcosa? Di reagire?
Avete presente quella scena?
Ecco ora io mi trovo nella stessa situazione.
Guardo la televisione e impreco e supplico e imploro i dirigenti dei partiti di sinistra. Ma non prego che dicano qualcosa: prego che stiano zitti.
Prego che smettano di alzarsi ogni mattina pensando:
"Quale altra immane cazzata posso dire al mondo oggi per far arrivare il limite di sopportazione dei miei concittadini ad un punto prossimo allo zero?"
"Quale assurda dichiarazione posso fare alla stampa per far vacillare ancora di più la coalizione e costruire con le mie idiozie un'autostrada per la prossima vittoria di Berlusconi?"
Perché secondo me sono queste le cose che pensano.
Altrimenti non avrebbe il minimo senso dire ai quattro venti che Berlusconi ci fa schifo, scatenando assurde quanto prevedibili accuse di istigazione all'odio (che cascano perfettamente a fagiuolo di questi tempi). Che Berlusconi ci facesse schifo lo sapevamo già, senza che Diliberto ci deliziasse della sua opinione.
Non avrebbe senso dire che bisogna andare ad una manifestazione contro qualcosa che la maggioranza che sostieni al Parlamento ha appena approvato.
Non avrebbe senso litigare con una ex soubrette che per qualche strano motivo ora siede in Parlamento. Non avrebbe senso dire che hai piantato marijuana a Montecitorio.
Siete schizofrenici. Oltre che politicanti da quattro soldi. Ma questi sono dettagli...
E auguratevi che il governo non caschi, perché altrimenti IO vi verrò a cercare, uno per uno. E compierò la mia vendetta.
Poi emigrerò in paese civile, ovviamente.
Ora, per favore...tornate al lavoro.
...nei campi però...
(con tutto il rispetto per gli agricoltori s'intenda...)
Io vado a spegnere la televisione.
giovedì, 15 febbraio 2007
, ore 00:03
Antonella.
Chi è Antonella direte voi?
Non lo so nemmeno io, ma so che è una tipina "sveglia". Almeno per usare un simpatico eufemismo. Antonella è una ragazza che ha circa la mia età e vive nei dintorni di Jesolo. Non l'ho mai vista, nè conosciuta, nè ci siamo mai parlate.
In compenso ho avuto modo di conoscere alcuni suoi ammiratori...
Sì perchè Antonella, di ammiratori, pare ne abbia parecchi.
E pare altresì che il mio numero di cellulare sia molto, molto simile al suo.
E che Vodafone per questo entri in crisi.
L'inizio della mia relazione con la simpatica fanciulla è iniziato anni addietro.
Squilla il mio cellulare.
Un gioviale ragazzo mi richiede gentilmente, ma, bisogna ammetterlo, senza tanti giri di parole, una prestazione. Sessuale.
Attacco, minacciando ritorsioni.
Dopo qualche tempo vengo contattata da un altro esemplare di gioviale ragazzo che sostiene di avere trovato il mio numero di telefono nel bagno della stazione di Pescara.
Peccato che io Pescara non l'abbia mai vista nemmeno in cartolina...
Riattacco.
Passa ancora del tempo. Mi arriva un messaggio, evidentemente da parte di una donna:
"non so cosa mettermi questa sera, forse il vestito bianco, hai un perizoma adatto da prestarmi?" (la forma lessicale è stata notevolmente migliorata dalla sottoscritta, ma il concetto era più o meno quello)
Rispondo. Perché io sono una persona educata e urbana.
"mi spiace, devi aver sbagliato numero"
"a te cosa piacerebbe? il tanga me lo vuoi regalare tu?"
Decisamente un piccolo disguido tecnico...
Dopo parecchi mesi mi arriva un altro messaggio. Direi abbastanza significativo:
"Antonella, ci vediamo a mezzanotte al casello di Jesolo. Viene anche la Sabri, porta il vibra."
Il vibra...ok, adesso me lo segno...
Finalmente l'ennesimo giovine gioviale mi chiama e spinta da curiosità riesco a carpire dal malcapitato alcuni segreti di questa Antonella.
Beh. Almeno adesso so che non lo fa per professione.
Son cose...
Segue periodo di relativa calma a parte alcune chiamate di cui ho dato conto qui e qui.
...
Poi l'exploit finale.
Suona il telefono:
- Pronto?
- Antonella?
- (ancora co' sta stronza di Antonella!) No, scusa hai sbagliato numero. Ciao.
Click.
Finito? NO. Decisamente no. Qui arriva la POESIA. Perchè qui sfioriamo livelli di assurdità che nemmeno Jonesco avrebbe mai potuto concepire.
SMS GIOVINE MASCHIO ARRAPATO: (e qui cito testualmente) ho voglia di metterti a candela.
Ora vi prego, spiegatemi esattamente in che cosa consiste questa posizione del Kamasutra...
SMS DIVARA: hai di nuovo sbagliato numero. I miei saluti ad Antonella.
SMS GMA: In che senso!
Ma in che senso cosa? Il senso è che hai appena scritto un messaggio osceno ad una sconosciuta, idiota!
SMS D: Nessun senso!Non la conosco, ma abbiamo il numero di telefono simile. Non è la prima volta che ricevo messaggi dai suoi "ammiratori". La mia era solo una battuta.
SMS GMA: Addirittura! Sai qualcosa di lei? Io la frequento da un mesetto.
Le mie più sentite congratulazioni. Ma mi sfugge il perchè io debba conoscere la tua amichetta...
SMS D: No. A parte che è veneta. Jesolo o giù di lì. E pare abbia successo con gli uomini. Ma queste cose immagino le saprai già.
SMS GMA: Questo lo so che ci sa fare. Fa candele da paura. Ma mi ha chiesto di mettermi con lei.
Ah ecco. Candele da paura. Decisamente una donna di grande potenziale...forse è una laureanda in fisica quantistica...
SMS D: Beh allora complimenti. Vi auguro tanta felicità.
SMS GMA: E tu?
E io? Vuoi sapere come faccio le candele io? Sinceramente non la faccio dalle scuole medie...
SMS D: Io vado a dormire. Buonanotte.
Queste situazioni, a piccole dosi, sono veramente di una comicità impagabile.
Ma vorrei tanto sapere perchè chiamando LEI, si arrivi a ME.
Vodafone va in crisi? Assume tecnici telefonici con seri problemi di alcolismo?
O magari no. Semplicemente quando ci sono troppe telefonate per lei, mettono gli utenti in attesa.
Con me.
Ho un grande futuro professionale davanti a me...
lunedì, 12 febbraio 2007
, ore 23:23
Spinta da un inutile quanto irrefrenabile impulso di shopping sono entrata in un negozio di intimo...(che sia colpa di quanto descritto nel post precedente mi chiedo?) e ho comprato un completino di pizzo nero.
Ora.
A che cosa mi serva e quando mai lo indosserò sono domande senza risposta. Mistero della fede più che altro...
Ma quello che vorrei sottolineare è l'assoluta mancanza di strategia di alcuni negozi di abbigliamento e intimo. Sono così carini, così curati nei dettagli, lindi, puliti, graziosi, è tutto così perfetto e meraviglioso lì dentro.
Tranne che nei camerini...
Sì, perchè in quelle piccole bare da shopping la luce è quella di un neon bianco. Che impietoso e bastardo svela ogni più piccolo difetto. E se chi, come chi vi scrive, di difetti non ne ha proprio solo un paio e, quelli che ha, non sono proprio piccoli...
...allora scatta la tragedia.
Invoco un chirurgo estetico che mi liposugga il grasso in eccesso con una cannuccia qualunque, imploro un miracolo divino che mi faccia uscire da quel camerino con le sembianze di Eva Herzigova (con tanto di marito miliardario a fianco), supplico un qualsiasi dio di plasmarmi a immagine e somiglianza di Angelina Jolie (con tanto di marito miliardario al fianco).
Prego prego prego...
Sì, vabbè, poi alla fine so' sempre uguale a prima.
Intanto il neon bastardo continua a farti vedere tutto quello che fai finta di non notare ogni mattina. Sviluppa il tuo ipercriticismo e abbatte qualsiasi residuo rimasto di autostima. Lo spiegazza un po' e ci fa un aereoplanino che si va puntualmente a schiantare contro lo specchio.
Ma vorrei capire qual è la sottilissima e subdola strategia commerciale sottesa in tutto questo...
Se dentro il camerino mi vedo una cozza, anche con quel completino di pizzo nero.
Se quello che figurava tanto carino sul manichino o ancor meglio sul pezzo di gnocca di turno del catalogo su di me sembra uno scherzo di cattivo gusto...
Perchè io sono uscita da quel negozio con un simpatico pacchettino tra le mani???
Tra la constatazione razionale della totale assurdità dell'acquisto di un completo di pizzo nero e l'effettivo acquisto ci deve essere un passaggio logico che il mio cervello ha saltato.
A piè pari.
(Maledetto sia il responsabile marketing che mi frega tutte le volte...)
venerdì, 09 febbraio 2007
, ore 21:01
Al ritorno dalla stazione vedo un maxi cartello pubblicitario con Elisabetta Gregoraci (che or ora scopro non si chiami GregoraCCi) in tenuta molto succinta. Testimonial di una casa di intimo chiamata Sì è lei (tra parentesi: i miei più sentiti complimenti al copywriter)
Sì è lei.
Sottotitolo sottointeso: Sì è proprio quella che si "scambiava i bacini" con quel viscido di Sottile per lavorare in tivvù.
"Scambiarsi i bacini" sono le sue testuali parole...
Applausi.
giovedì, 08 febbraio 2007
, ore 22:21
Sì, sto per avere un potente esaurimento nervoso.
Sarà perché in questo periodo sono "elettrica" e chi vuole cogliere l'allusione la colga...
Sarà perché ho appena scoperto un articolo che contiene almeno metà di quello che c'è scritto nella MIA tesi.
Sarà perché se avessi saputo dell'esistenza del suddetto non avrei perso tempo in ricerche già fatte e mi sarei dedicata ai capitoli più importanti che ORA non ho il tempo nemmeno di pensare.
Sarà perché il mio relatore pare abbia naufragato su un isola. Quella di Lost, però.
Sarà perché mentre andavo a farmi distruggere la tesi dal mio correlatore, mi hanno soppresso 2 dico 2 treni sia all'andata che al ritorno e dulcis in fundo sono rimasta bloccata in una stazione a 30 km da casa perché un treno aveva investito una persona. Tre autobus per tornare a casa. Tre ore e mezza di viaggio.
Sarà per questi o per tanti altri motivi ancora che sono nervosa e irritabile.
Ma poi, per riconciliarmi con il lato comico della vita, ma soprattutto con il lato comico del mio imminente crollo psichico, mi basta sapere che ora - come se non fossi già ammorbata da abbastanza sfighe - ho anche la possibilità di andare a letto con un uomo che indossa QUESTE.
Per la cronaca hanno anche una "comoda apertura sulla parte frontale dell'inguine".
Sì perchè adesso si dice così.
Ma quello che più mi sconvolge è il pensiero di dovergli prestare lo smalto trasparente per fermare le smagliature....