Alla cortese attenzione di tutti gli esseri umani di sesso maschile
tra i 55 e i 75 anni
che ogni mattina incrocio per la mia strada.
Carissimi,
il motivo di questa mia missiva è semplice: renderVi finalmente edotti sulla natura femminile.
Vorrei infatti chiarire un particolare che, a quanto pare, sembra sfuggirVi.
Quelle due escrescenze su cui posate gli occhi ogni mattina al mio passare, si chiamano TETTE. Le ha messe lì Madre Natura, le possiedono tutte le donne, tutte. Comprese le Vostre sfortunate consorti e soprattutto, poichè non siete più dei giovincelli, anche le Vostre figlie o nipoti. Inoltre queste due cose, le tette appunto, Vi vengono costantemente sbattute in faccia in tivvù da letterine, letteronze e altre discinte fanciulle che vengono pagate profumatamente per questo.
Non c'è affatto bisogno, quindi, di guardare le MIE con così tanta curiosità. Sono due tette. Ce le ho. Non me le posso tagliare e, considerata la calura non indifferente, non ho alcuna intenzione di intabarrarmi dentro un burqua per proteggermi dalle Vostre occhiate striscianti. Continuerò, dunque, ad indossare succinte canottiere e le mie tette continueranno a ballonzolare sotto le vostre retine. Sì, perchè a volte ballonzolano, va bene? Problemi? Si chiama forza di gravità e, credetemi, non è affatto divertente.
Ma cari miei inutili contenitori di testosterone al viagra, io sono una persona comprensiva e capisco che gli occhi li possiedono tutti, anche questo è un dono di Madre Natura, ma accettate il consiglio. Guardate e passate oltre.
Senza fissare
Senza sbavare.
Senza fare sorrisetti idioti.
Altrimenti prenderò i Vostri simpatici bulbi oculari, li puccerò nel piombo fuso e userò quelle divertenti palline come antistress per le mie giornate da sindrome premestruale.
E, fidateVi, in quei giorni, non sono affatto una persona educata.
Distinti saluti