Ovvero pensieri liberi sui fatti del G8.
Pensavo che sei anni fa avrei voluto andarci anche io, ma poi ho pensato che sono sempre stata troppo poco alternativa per andare a quel tipo di manifestazioni. Pensavo che mi sarebbe piaciuto far parte di quel grande gruppo che credeva nel cambiamento del mondo, ma, in fondo, io, dentro ai gruppi, mi ci sono sempre trovata male e al cambiamento del mondo non ci ho mai creduto, se non a 13 anni.
E 13 anni non ce li ho più da un pezzo.
Ma ancora penso.
Penso che qualcosa sia andato storto a Genova, sei anni fa. Penso che a qualcuno abbia fatto comodo che qualcosa andasse storto. Penso che qualcuno voleva che le cose andassero così. I coglioni vestiti di nero, e i coglioni vestiti di blu col casco.
Penso che spaccare vetrine e dare fuoco alle macchine sia solo un gesto da stronzi, ma penso anche che picchiare in cinque un manifestante bloccato a terra lo sia altrettanto e, forse, più grave perchè è un gesto che viene compiuto dallo Stato stesso. Penso che sono state massacrate persone innocenti, mentre i colpevoli nemmeno sfiorati. Penso che la polizia fosse disorganizzata e spaventata. Penso a quello che diceva Pasolini, sul fatto che i veri proletari sono loro. Ma penso anche che se non si ha nulla da temere non si inventano le prove, non si arrestano persone a caso, non le si tengono rinchiuse senza motivazioni, non arrivano in condizioni gravissime all'ospedale dopo una perquisizione. Penso che Amnesty International non avrebbe dovuto scrivere un rapporto sulle violazioni dei diritti umani.
Penso a Carlo Giuliani. Penso che avrei potuto essere io. Anzi, no, perchè non avrei mai preso quell'estintore in mano. Perchè non avrei mai alzato la mia mano contro un altro essere umano. Ma penso che una vita stroncata a vent'anni sia sempre il simbolo di un fallimento. E penso che ora quel nome, quel bel viso di ragazzo sorridente, la sua memoria, venga sporcata ogni giorno da quegli alti capi di polizia che negano le loro responsabilità, i loro errori, per puro spirito di casta. E che sia sporcata anche dai vari Casarini, Agnoletto, Caruso o qualche altro finto comunista del cazzo che si appropria di quegli occhi per parlarsi addosso, in nome delle loro misere rivendicazioni di feudo.
Perchè penso che gli occhi di un ragazzo morto a vent'anni dovrebbero appartenere solo a chi lo ha amato...