Se vi trovaste a casa da soli, in una città sconosciuta, dove non conoscete nessuno, se facesse un freddo polare (per lo meno nel vostro appartamento), non sapeste che cazzo fare e vi siate rassegnati ad una serata divano e Invasioni barbariche, potreste sempre movimentare il vostro venerdì sera decidendo allegramente di allagare casa vostra.
Come ho tentato di fare io...
I prerequisiti essenziali sono due: che la vostra caldaia decida all'improvviso di entrare in blocco, appena prima che voi pensiate all'eventualità di farvi una doccia e, last but not least, abbiate una padrona di casa completamente deficiente. Ella infatti, al telefono,vi consiglierà di alzare la pressione dell'acqua aprendo la manopola su cui è scritto, a lettere cubitali, "non toccare"; voi, ignari di ogni minima nozione di idraulica, aprirete la valvola, farete salire quella fottuta pressione e arrivati al punto ottimale chiuderete tutto.
Ma.
Ma non avrete calcolato che per bloccare l'ascesa della pressione serva la forza di un leone marino in rito d'accoppiamento e che voi non siete affatto leoni marini in calore, quindi, i vostri sforzi saranno completamente vani. Dunque, per evitare che la casa salti in aria, la caldaia comincerà a vomitare litrate di acqua nera per tutta la cucina, inzuppandovi completamente i pantaloni, le tende e il pavimento tutto, gettando nel panico, voi e i vicini del piano di sotto, felicissimi dell'eventualità imminente di un diluvio casalingo.
Ma.
Non tutto il male viene per nuocere: in effetti questa simpatica e imprevista attività ginnica alle 9 di sera contribuirà non poco a farvi dimenticare il freddo feroce che stavate patendo e vi concilierà il sonno meglio di una scatoletta di tavor, facendovi crollare a letto, addormentati dopo cinque secondi.
Peccato che il letto non lo potrete vedere fino a mezzanotte passata, perchè prima dovrete asciugare tutta la cucina con due merdosi straccetti di dieci centimetri quadrati l'uno.
Ma che volete che sia in fondo? Per evitare il congelamento questo ed altro...
P.S. Prima o poi adempierò ai miei doveri e farò la catenuccia che mi hanno tirato, abbiate fede. Devo solo aspettare un momento in cui la mia vena creativa torni sotto zero. Le catene sono fatte apposta per tirare su un blog, no? ecchecavolo!
Ecco, signori, grazie...
...ancora un po' più a destra...
ora a sinistra, sì, così, ancora un passetto...
Grazie, scusate tanto per il disturbo, ma io e i PINGUINI che sono appena arrivati a Trento avevamo dei problemi a trovar posto...
Grazie ancora. Gentilissimi.
Tante care cose.
E saluti alle signore...
Finalmente ho conosciuto anche il terzo, ed ultimo grazieaddio, inquilino del mio fantastico appartamento tre camere, ammobiliato, un servizio e vista sul nulla in quel di Trento.
Il mio nuovo coinquilino, dicevo...
Anno di nascita, 1987. IO, ho dei ricordi coscienti di quegli anni. IO. Ho foto che provano che la moda anni ottanta, come un potente virus, aveva intaccato anche il cervello di mia madre e che io, a sei anni, ero di una bruttezza imbarazzante.
Evitiamo facili battute, ok?
Anno di nascita, 1987, dicevo...
Delle due l'una: o adesso fanno entrare all'università anche i ginnasiali, o io sono ufficialmente diventata vecchia.
E credo che la seconda sia l'ipotesi più probabile...
Il mio nuovo coinquilino, dicevo...
Visto che non si era fatto vedere per settimane ho anche pensato fosse l'amico immaginario di colei che è "venuta per adorarlo", ovvero un grande coniglio blu a pois rosa con le orecchie lunghe e il musetto curioso.
Invece no, egli esiste.
E con lui esistono anche le sue meches e le sue perfette sopracciglia depilate.
Penso che io e la sua estetista diventeremo grandi amiche...
La mia astinenza da internet sta arrivando a livelli patologici.
Stamattina la mia coinquilina (non quella che è "venuta per adorarlo", ma la mia collega di servizio civile) mi ha trovato con in mano il depliant di una società trentina di adsl, lo sguardo perso nel vuoto e un'espressione tipo cane abbandonato sull'autostrada per la centodiciottesima volta.
Oramai i segni del declino fisico sono evidenti: appena vedo un pc comincio a sudare e mi tremano le mani dall'ansia di potermici attaccare. Quando vedo il mio piccolo, dolce, tenero portatile abbandonato sulla scrivania, inutile e triste, mi salgono le lacrime agli occhi.
Non ho ancora trovato un rimedio. Gli internet point sono drammaticamente cari, mentre le connessioni pubbliche mi fanno diventare nevrastenica e un tantino aggressiva col prossimo. Infatti, secondo la legge di Murphy del blogger, se usi un computer della biblioteca, ovviamente, questo risalirà all'era paleozoica e si inchioderà puntualmente sulle pagine di splinder, impedendoti di pubblicare il post; se usi il tuo pc, ma con la connessione comunale, come per il wifi della biblioteca di Trento, ti verrà negato l'accesso a TUTTI I BLOG DI SPLINDER per eccesso di PAROLE PESATE.
Aiutatemi...
La mia nuova coinquilina mi ha accolto con una maglietta con su scritto "Siamo venuti per adorarlo".
Considerato il fatto che dietro non c'era stampata la faccia di Vasco, ho dedotto che non fosse il caso di raccontarle le mie disavventure con i papa boys...
P.S. Mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei errori grammaticali, ma i pc della biblioteca civica di Rovereto da cui mi connetto sono veramente pessimi. Un giorno o l'altro cadrò vittima di un attacco di epilessia.
P.P.S. La ricerca della vacanza per Divara non è mica finita, neh? Sotto a chi tocca, forza, tirate fuori le idee!
Finalmente ho la televisione a casa.
Un cosino con due antenne precarie, che, se apriamo la finestra salta canale 5 e se dobbiamo prendere una tazzina dalla vetrinetta, dobbiamo fare le contorsioniste.
Dicevo, finalmente ho la televisione a casa.
Appena in tempo per godermi le quattrocento interviste rilasciate da Mario Borghezio a Telepadania.
Sì perchè, finalmente, qui nel profondo nord, riesco a captare- benissimo ovviamente - le frequenze della oramai mitologica TelePadania
In questo periodo ho una discreta dose di culo...
Borghezio ha salutato i telespettatori con un "Buona Padania a tutti", e non ditemi che a voi non viene in mente il Costanzo d'annata con la sua camicia coi baffi: e comunque, sì, era una cazzata 15 anni fa e lo è ancora...
Il conduttore, milanese da almeno quattro generazioni e idiota da almeno otto, ci ha raccontato che solidarietà alla causa dell'europarlamentare è stata espressa da tutti i patrioti padani e dai patrioti fiamminghi, i quali, sconsideratamente, da qualsiasi altro telegiornale sono stati definiti, più semplicemente, naziskin. Il quarto servizio in ordine di tempo ha mostrato un sit in dei militanti verdivestiti sotto il consolato belga, cartelloni con slogan "le idee non si mettono in galera". Per una volta, i leghisti mi trovano perfettamente d'accordo, ma anche il regno del Belgio lo è.
In fondo, qualcuno di voi pensa che Borghezio abbia delle idee?
UPDATE: stamattina, alle SETTE, sottolineo, alle sette, ho saputo che invece quella mente superiore di Calderoli ha deciso di fare passeggiate con un suino per impedire la costruzione di nuove mosche. Mentre pucciavo gli abbracci nel caffè, ho sinceramente augurato al senatore leghista che il maiale in questione decidesse di nutrirsi delle piccole ghiande appese tra le sue gambe (di Calderoli, eh, mica del povero maiale...)
(sì lo so, fare una battuta così su Borghezio e Calderoli è come sparare sulla croce rossa. deh, si vede che son senza idee ultimamente...)
Qui in Trentino è necessaria una tessera per qualunque evento della tua vita: leggere un libro, salire sul treno, sull'autobus, fare un abbonamento, anche per pisciare nel bagno dell’università devi avere la tua amichetta da strisciare (e prega che quel giorno non ci sia un problema nel circuito perchè, altrimenti, puoi solo innaffiare i cespugli...).
Al momento, mi trovo dentro la biblioteca di Rovereto, sotto il Mart, e, per accedere ad Internet ho dovuto infilare l'ennesimo rettangolino di plastica con un chip, dentro un lettore. Quando me lo hanno detto ho dovuto trattenermi da un attaco di isteria.
Per entrare e uscire dal museo ho, ovviamente, un badge elettronico, più un tesserino di riconoscimento cartaceo e attendo con ansia la fantastica card che serve per il pranzo. Voi siete di quelli che ancora girano coi buoni pasto in blocchetti di carta? Tzè. Retrogradi. Qui si che c’è la vera tecnologia e il vero progresso, la vera civiltà. Peccato che il mio portafoglio, al momento, pesi una sessantina di tonnellate.
(Ah, si mormora esista una carta magnetica anche per la mondezza, per farti scaricare dalle tasse ciò che hai riciclato, ma sospetto che sia una leggenda metropolitana…).
Ho compilato più moduli e scartoffie burocratiche in dieci giorni qui, che in ventisei anni di vita.
Ho imparato a memoria il mio codice fiscale.
Ho distribuito i miei dati anagrafici come fossero monete per i poveri.
E soprattutto non ho mai dovuto vedere così tante volte quanto male sono venuta nella foto della carta d'identità....
UPDATE: oggi sono arrivate due nuove tesserine che non so bene a cosa servano (per il treno, forse), con tanto di chip e di foto. Se pensavo di essere venuta male nella carta d'identità mi ero sottovalutata. Sembro una 50enne appena lasciata dal marito per una più giovane: stesso sguardo. Spero che il controllore abbia la creanza di non chiedermela mai...

Allora, sono arrivata in quel di Trento...
Il viaggio di andata è stato qualcosa di spettacolare. Ulisse, a mio confronto, era un pivello di terza categoria. Ho affrontato un treno stracolmo di papaboys che tornavano da Loreto, felici e contenti, in vena di canzoncine e comunione col mondo. Io, nel frattempo, leggevo il libro di Odifreddi “Perché non possiamo essere cristiani, né tanto meno cattolici” e meditavo di far saltare il treno con una molotov, così, tanto perché anche io mi sentivo in comunione col mondo...
Dopodichè sul treno è salita un’altra orda di cretini, ovvero tutti coloro che sono andati a vedere il Gran Premio di Moto GP a Misano. Gente in piedi, valigie una sopra all’altra.
Scene di isterismo collettivo gentilmente offerte da Trenitalia.
È necessario sottolineare che il treno è arrivato con un ritardo di 30 minuti giusto il tempo per farmi perdere la coincidenza? Mi pare superfluo. Sono arrivata a casa alle undici di sera, pagando il doppio di quello che avevo preventivato, con una valigia al seguito di 3 quintali circa. Una passeggiata di piacere, insomma.
L’appartamento non è poi così malvagio, ma freddo e vuoto, la zona in cui si trova ancora peggio e sono tragicamente senza la possibilità di connettermi ad internet quando voglio, ovvero, sempre. Non ho nemmeno la televisione. Ascolto Famous Blue Raincot di Leonard Cohen e mi chiedo che cazzo ci sono venuta a fare quassù, senza famiglia, senza nessun volto amico, senza braccia dolci che mi stringono. Che poi, a casa mia, con mia madre litigavo, gli amici sono tutti in altre città e di braccia dolci che mi stringevano non ne vedevo nemmeno mezza. Quindi, in effetti, non è che sia cambiato poi molto, solo che mi sento un po’ più sperduta e mortalmente stanca. Mi sembra di fare la maratona di New York ogni giorno, dormo poco e male e mi nutro di ciò che mi capita a tiro, spendendo tutti i pochi soldi che ho...
Il servizio civile, quassù in Trentino, se mai qualcuno di voi avesse avuto dei dubbi, e soprattutto, se mai a qualcuno di voi gliene fosse vagamente fregato qualcosa, non è affatto un modo per scaldar sedie, hanno troppe influenze tedesche nel sangue a quanto pare; si lavorerà tanto e gli operatori del museo ci stanno già plasmando a loro immagine e somiglianza. Ci butteranno presto nella mischia, che, in questo caso, vuole dire una massa di bambini urlanti che saranno la mia croce per i prossimi 12 mesi (solo al pensiero mi sento venire l'orticaria...). Tanto per cominciare i miei pantaloni migliori sono già stati battezzati e ora assomigliano ad una tela astratta...
In conclusione direi che sono discretamente terrorizzata.
E ancora non ha iniziato a nevicare...