Sono una persona seria: ho fatto il liceo classico, ho una laurea, faccio parte di una certa élite culturale.
Una élite di disoccupati, ma pur sempre un'élite.
Fondamentalmente sono una piccola snob irritante. Saccente e saputella, considero il tre quarti del pianeta terra del tutto inutile e, soprattutto, noioso.
Mi manca solo di mettermi a pavlave così.
Faccio finta di saperne a pacchi di arte, letteratura, cultura metropolitana underground.
E di solito, la do a bere abbastanza bene.
Adoro il lusso e sperperei volentieri i 430 euro che mi danno al mese per circondarmi di cashmere e Morandi (no, non Gianni, bifolchi!).
Per pagare l'affitto, invece, potrei sempre ripiegare sulla prostituzione...
Mi spaccio per una comunistoide che sta "contro" e pure un po' rivoluzionariadeimieicoglioni, mentre sotto sotto sono la perfetta reincarnazione di una contessa borghese di fine 800.
(OVVOVE! anche l'opevaio vuole il figlio dottove, non c'è più morale...).
Compassata, fascinosa, gelida a volte.
Sono anche così. Soprattutto quando sono in sindrome premestruale. Dunque, potrei stare sul cazzo a parecchia gente. Ma penso che al Divino Architetto dei Cieli io ci stia un po' di più (sempre che Lui abbia un coso su cui stare). Altrimenti non si spiegherebbe perché io stamattina mi sia dovuta infilare un costume da paggetto rinascimentale con braghette corte di velluto nero con ricami dorati, abbinate ad un pastrano di simil foggia, e parlare come una deficiente ad un gruppetto di cosetti alti nemmeno 50 cm, che sapevano a stento parlare. Non si spiegherebbe perché io abbia dovuto ballare attorno ad un palo, con un nastro colorato in mano, al suono di una marcetta cinquecentesca, con tanto di inchino finale.
Pare che questo venga considerato parte del mio lavoro.
(Che siano meglio le miniere a questo punto?)
Sono emigrata a 370 km da casa per vestirmi come una cogliona.
E la domanda che mi ossessiona da una settimana è:
Quale immane cazzata ho commesso nella mia vita precedente per meritarmi QUESTO?