...una cassiera del Sidis.
Ma non una cassiera qualunque in un Sidis qualunque. Io vorrei essere come le cassiere del Sidis vicino a casa mia: un supermercato piccolino, dove ci vanno le vecchiette a far la spesa, dove le zucchine sono fresche e alla fine dell'anno raccogli i punti e ti porti via una pentola nuova.
Le cassiere non fanno solo le cassiere, fanno un sacco di altre cose nel supermercato, fanno un lavoro duro e, forse, sottopagato. Ma io vorrei essere come quelle ragazze. Sono giovani, giovanissime, vent'anni o poco più e sono sempre sorridenti; attenzione, però, non fanno quei sorrisi finti per abbindolarti, loro sorridono veramente, sorridono alla vita. Conoscono tutti i clienti, tutti gli abitanti del quartiere, si ricordano delle tue storie e ti chiedono pure se quel problemino lì, poi, si è risolto. Non parlano di massimi sistemi, ma del nuovo locale che ha aperto in città, non si interessano di politica, perché devono aiutare la vecchietta di turno a trovare la crema giusta, ché si era dimenticata gli occhiali a casa e senza non ci vede nulla. Anime semplici, a volte superficiali, che parlano con quella lagna che contraddistingue le ragazze della mia città, ma starei ore a guardarle, ad ammirarle, a cercare di capire il segreto della loro energia.
Se potessi farmi un augurio per questo 2008, ecco, vorrei poter dimenticare un po' di quello che so e che sono per assomigliare un po' di più ad una ragazza da Sidis.
Se poi dovessi rimanere infelice e scontenta anche nel 2008, vuol dire che le ragazze del Sidis, in fondo in fondo, sono un pacco pure loro...