
Mettiamo che tu ti sia preparata almeno tre domande interessanti che mettono in luce la tua sterminata cultura generale e la tua raffinata educazione musicale. Mettiamo che ti docci, ti trucchi e ti imbelletti la faccia. Mettiamo che esci di corsa da casa, giocando a chi arriva prima tra te, il tram n. 3, un pinguino ed un orso polare. Mettiamo che tu riesca a batterli tutti, poveri inutili esserini, e ti presenti al posto giusto in quasi perfetto orario e splendente (solo con un lieve affanno cardio-polmonare e muscolare, cose da nulla).
Mettiamo che non vedi l’ora di vedere tutto il dietro le quinte, le prove, gli uffici, la produzione. Mettiamo che si riesca anche a risolvere il problema del ritardo dell’operatore di ripresa (essì, pure il cameraman c’era). Mettiamo che con te ci siano altri due baldi giovani, carini e simpatici percaritàdidddio, ma che non sanno una sega di chi stanno per incontrare.
È il tuo momento, no?
È possibile che mentre tu sei convinta di fare l’intervista del secolo a Vecchioni, tale per cui lui rimarrà, secondo i tuoi piani, talmente stupito dalle tue qualità dialettiche, da offrirti il posto come suo manager a vita, il cappio del servizio civile si stringa al tuo collo ingiungendoti di chiedere al Maestro: "Che cosa vuol dire per lei la solidarietà?" oppure, scendendo ancora più in basso, "E ora ci lasci con una perla di saggezza..."
La perla di saggezza. Non ce l'ho fatta. Ho delegato la mia brillante carriera da giornalista e mi sono tirata indietro. Non avrei mai potuto competere.
Domani sera c'è De Gregori.
Fortunatamente non rilascerà interviste.