Credo che le dipendenze, in fondo, si assomiglino tutte e che uscirne obblighi ad un percorso abbastanza similare. Come smettere di fumare.
I primi giorni tieni duro, il tuo proposito è fermo: ce la farai, ce la farai, questa è la volta buona; guardi indietro e pensi a quanti soldi hai buttato in dianablu e marlboro, che spreco di tempo, energie, giovinezza e provi quasi un senso di euforia per questa libertà inaspettata. Mai più, mai più cadrai.
Poi. Poi arriva un momento in cui, cazzo, venderesti all'asta anche tua nonna per una sigaretta; improvvisamente tutti attorno a te fumano, vedi tabacco ammiccante ovunque, occasioni a cui fare buon viso a cattivo gioco, tentazioni a cui rispondere no grazie col sorriso sulle labbra. Mentire sapendo di mentire.
Una sigaretta. Non pensi ad altro. E se chiudi gli occhi riesci ancora a sentirlo, quell'odore, nell'aria, sulle dita, riesci a percepire in bocca quel sapore amaro e inconfondibile, e non importa quanto tempo sia passato, è come se, nel posacenere stracolmo di fronte a te, la brace della tua ultima bionda si sia appena spenta, come se minuscoli frammenti di cenere ancora ricoprissero impercettibilmente la scrivania e la tastiera di questo pc, da quanto è reale e forte e intensa quella sensazione. Ma la realtà è che sono passati giorni, settimane, mesi e quell'inquietudine sottile che provi non è astinenza, no, è semplicemente paura di chiudere gli occhi ed ammettere che continui a desiderare ancora, nonostante tutto, la tua
adorata dipendenza.