A volte non sembra, ma io capisco un sacco di cose, sapete? Comprendo molte delicate situazioni, stati d'animo, psicologie elementari come quelle dell'uomo medio italiano, ma riesco ad entrare anche nel cuore di problemi più complessi come i massimi sistemi, i numeri primi, l'abbinamento scarpe/borsa. Quindi ho la presunzione di pensare di non essere una totale sprovveduta quando si parla di crisi economica, disoccupazione, inflessione dei consumi ecc. ecc. Nella mia vita ho lavorato gratis e, quando proprio ero fortunata, sottopagata; mi sono trasferita nel mezzo del niente per poter fare esperienza, riconoscendo con umiltà la mia poca competenza professionale; mi sono adattata a vendere televisori e cellulari, ho fatto anche, e ancora rabbrividisco, telemarketing. Ho sparso il mio curriculum in ogni dove, pubblicato on line i miei dati personali senza remore, alla faccia della privacy. Qualsiasi cosa pur di trovare lavoro. Qualsiasi.
Ma ieri mattina, quando è arrivata una mail che mi invitata ad iscrivermi ad un nuovo portale per l'occupazione chiamato
Overquaranta, ho capito che a tutto c'è un limite.
Che va bene la crisi, le difficoltà e tutto quanto.
Ma il gruppo degli Overquaranta non mi avrà mai.
A meno che non offrano da bere, sia chiaro.